Piccole tracce di progetti, cantieri e sogni

Settembre 2012 : Borgo San Giuliano, XVIII Festa de Borg, nelle strade si disseminano gli stand e gli spettacoli, le stanze e i giardini di molte case sono adibiti a salotti d’esposizione. C’è n’è uno grande nel cortile della parrocchia di San Giuliano, dove è allestita una mostra a dir poco particolare. Niente quadri, poesie o manufatti, ma s’intende che il tema è la città di Rimini. Il cerchio è tracciato attorno al ponte di Tiberio e al relativo invaso, quello specchio d’acqua servito dall’ultimo tratto del portocanale che - è importante sottolinearlo - non scende da valle a mare, ma sale da mare a valle. Sui supporti metallici che sorreggono l’esposizione si articola un’avveniristica serie di progetti , proposte per la valorizzazione di un’area che – cosa assolutamente non priva di fondatezza- non merita la trascuratezza cui finora è stata abbandonata, malgrado i tentativi di intervento per modificarne l’assetto e l’arredo urbano. Tutto molto bello ed elegante: le tele “parlano” di bar e chioschi lungo il porto canale, “auspicano” la realizzazione di piccole e ricercate aree verdi adiacenti allo specchio d’acqua disteso davanti all’ultimo tratto del Parco XV Aprile, il tutto all’ombra di un ponte di Tiberio finalmente libero dall’onere delle macchine che, lentamente, entrano in fila indiana nella bocca di un tunnel che le sputerà fuori dall’altra parte della città. Tutto molto bello, oneroso, quasi onirico.

Dicembre 2012: Teatro Galli, Piazza Cavour. Fra i compensati di legno che delimitano l’eterno cantiere si apre un porta. E’ quella che permette l’accesso al foyer – luogo adiacente alla vera e propria sala teatrale, che funge da sala d’ingresso ma anche da luogo di intrattenimento durante le pause fra gli spettacoli - recentemente restaurato. E c’era da rimanere a bocca aperta, perché il lavoro compiuto è senza ombra di dubbio di pregevole fattura, e dalle finestre che sormontano l’arcata centrale, guardando dritto verso la statua del Papa, sembra quasi che anche l’antica Piazza Cavour abbia usufruito di un insolito restauro. Poi però ti ricordi di che cosa è un foyer, e ti accorgi che le porte d’accesso alla platea sono chiuse. Lì dentro è ancora più o meno tutto come lo lasciarono le bombe. Non si può entrare nel teatro, il teatro ancora non c’è.
Se si parla di ricostruzione ciò che ancora stupisce è che da 60 anni si va dicendo che “qualcosa si sta muovendo” . Un qualcosa che non si è mai mosso fino ad arrivare a risultati concreti (restauro del foyer, a parte). Che nel 2013 questo traguardo stia per essere finalmente tagliato? Le fonti parlano dell’apertura al pubblico del teatro entro la fine del 2015, successivamente ad un restauro che avverrà seguendo un iter di quattro punti, il primo si basa su un intervento di natura archeologica del costo di 550.000 euro: il Comune ha infatti approvato il progetto esecutivo a febbraio e l’intervento sarà complementare ad un altro, preliminare e già in fase di attuazione, gli altri interventi si baseranno rispettivamente sul carattere costruttivo della struttura e delle opere, sugli apparati decorativi e infine sulla meccanica di scena. Una vera e propria novità potrebbe consistere nella realizzazione di un “palco aperto” adiacente a Piazza Malatesta.
Intanto ritorniamo all’interno del nuovo foyer: è Dicembre, la struttura viene aperta temporaneamente, per un evento ben preciso. Le porte che danno accesso alla platea, dicevamo, sono chiuse, non ci sono maschere ad accogliere il pubblico né brochure di opere teatrali da leggere (speriamo che arrivino presto), ma ciò che occupa gli spazi catturando l’attenzione dei visitatori è un’esposizione, anch’essa, come quella del Borgo San Giuliano, volta a presentare una serie di progetti complementari,in materia di urbanistica e modifica dell’assetto cittadino: più precisamente si tratta del “Masterplan strategico” e il cerchio ora è tracciato attorno all’intera città di Rimini. Più precisamente il “Masterplan” è un progetto di riqualificazione del tessuto urbano cittadino volto a rinnovare la vivibilità delle aree strategiche nel rispetto di una politica economica sostenibile. In termini concreti la riqualificazione ruota attorno al cosiddetto “anello verde” una circonvallazione interamente ciclabile articolata lungo i vari assi cittadini: la disposizione corre da Nord a Sud, gli obiettivi consistono nel costruire un raccordo con le restanti piste ciclabili (anche preesistenti), nel connettere il lungomare al centro cittadino, ma anche e soprattutto alle aree rurali o industriali, come ad esempio la Grottarossa e o l’intera zona attigua al torrente Ausa.

Dicembre 2012 e Gennaio 2013: Dopo l’ennesimo cambio di ponteggi, operai e muratori cominciano a lavorare al civico 162 di Corso d’Augusto e sul posto viene montata anche una gigantesca gru, visibile da quasi tutta la città : la restaurazione del Palazzo Valloni, sede dell’vecchio cinema Fulgor, prende finalmente vita. E’ una buona notizia, i lavori porteranno alla realizzazione della cosiddetta “Casa Fellini”, una struttura nuova e all’avanguardia che ospiterà un museo dedicato al grande regista romagnolo, la cineteca comunale e un ulteriore sala da destinare alle proiezioni. Il tutto all’interno di una struttura che dispone di 370 metri quadri di spazio sfruttabile.

Gennaio 2013: Ricorre un leitmotiv curioso su alcune pagine di giornali locali quello della vicenda dell’ex cinema Astoria. Alcuni titoli recitano più o meno così: “Ex-Cinema Astoria: sospesi i lavori per trasformarlo in contenitore culturale”. Nell’agosto del 2010 su alcune pagine si leggeva, con lo stesso piglio curioso: “Cinema Astoria: pronto il progetto, si pensa ad un contenitore culturale”. Si converrà che “Contenitore culturale” è un’ etichetta aberrante, formalmente anonima, universalmente applicabile. Dopo il primo ascolto l’estetica del linguaggio suggerisce la classica inclusione di mostre, conferenze con personaggi autorevoli di un qualche specificato campo, spettacoli teatrali e via dicendo: insomma un bel carrozzone. Il cinema e Teatro Astoria di via Euterpe chiuse i battenti verso la fine del decennio scorso, destino comune a non poche realtà del centro riminese (dal Supercinema, al Modernissimo di Via Gambalunga, al Fulgor). Molte delle strutture non potevano prestarsi a sostanziali riconversioni: è il caso del Supercinema, o del Modernissimo, del cinema “Fulgor” ne abbiamo parlato sopra. L’intenzione dell’amministrazione comunale era quella di incanalare le sorti dell’ex cinema di via Euterpe (sita in una zona ora strategica grazie alla presenza del nuovo Palacongressi ) nella stessa direzione in cui sono state incanalate quelle del “Fulgor”, seppur senza l’egida dell’eredità felliniana. A voler leggere in profondità quindi, nonostante la pochezza dell’etichetta che risponde all’attributo di “Contenitore culturale”, l’intento era quello di rendere la struttura nuovamente accessibile, polifunzionale (restaurando la platea e il palco dell’ex – cineteatro, assieme al foyer e alla saletta secondaria di cui l’edificio dispone) e , di pubblica utilità: una buona occasione di arricchimento urbano e civico è così sfumata. Nel 2010 era stato delineato il progetto, quest’anno l’evoluzione della crisi, con tutte le ripercussioni e i tagli a danno delle amministrazioni locali ha portato alla sospensione dello stesso, i preventivi snocciolavano cifre troppo ingenti.

Fine anni 90- Febbraio 2013: Prende vita la saga del TRC (Trasporto Rapido Costiero), un’opera che solo alla fine del 2012 potrà contare sull’apertura dei primi cantieri . Chi scrive, ricorda di essersi trovato fra le mani il depliant esplicativo del “treno della riviera” ben più di dieci anni fa. Il progetto si è delineato a fasi alterne, rimbalzando da Roma (sede del ministero dei trasporti) a Rimini più e più volte. Il primo stralcio del percorso del trasporto rapido costiero è compreso fra i due capolinea della Stazione di Rimini e della Stazione di Riccione: le fermate saranno poste in prossimità di luoghi potenzialmente ad alta frequentazione, come ad esempio il nuovo Palacongressi di Rimini. La tratta seguirà prevalentemente il tracciato della ferrovia Ancona - Bologna, collocandosi sul lato monte della stessa: i mezzi saranno a trazione elettrica, su gomma. In senso assoluto la realizzazione del TRC costituisce un intervento di valore, ma bisogna considerare l’onere che l’opera comporta andandosi ad installare su un sistema di trasporti costruito su più livelli che non sempre hanno espresso il loro massimo potenziale, e naturalmente l’onere finanziario (chi scrive informa che è assolutamente difficile fornire cifre chiare ed indicative.)
Le questioni che incombono sul Trasporto Rapido Costiero sono parecchie. E’ lecito farsi domande sul perché un progetto abbia richiesto così tanto tempo per un briciolo di concretezza (l’apertura dei primi cantieri per la realizzazione di alcune porzioni di tracciato), è lecito porre ulteriori interrogativi, come sopra si è detto, sull’effettiva utilità del TRC stesso alla luce delle caratteristiche delle strutture pre-esistenti, dei dispositivi di trasporto della provincia riminese, considerandone la reale e potenziale sinergia: autobus e filobus, treni, viabilità. Ci si chiede se non sarebbe stato più giusto incanalare impegno progettuale e risorse finanziare su altri orizzonti, magari meno ampi e più ristretti ma con un margine di realizzazione concreta, realizzabile a breve termine, e con un potenziale di efficienza restituito ad alto interesse. Si pensi al sistema ferroviario: sarebbe stato vano il progetto di potenziare il collegamento su rotaia (in termini di corse) sulla costa, con treni regionali ad alta frequentazione? Per non parlare della storica filovia Rimini - Riccione: Start Romagna (al tempo Tram Rimini) ha acquistato fra il 2009 e il 2012 6 filosnodati di ultima generazione da utilizzare sulla linea 11, comunque non sufficienti a coprire tutte le corse che servono la tratta: era così difficile promuovere l’acquisto degli stessi mezzi in un numero tale da permettere la completa elettrificazione della linea? E considerando il fatto che Rimini costituisce una meta importante nell’itinerario di alcune linee nazionali e internazionali, sarebbe stato così inutile poter disporre di un’autostazione dove far sostare gli autobus a lunga percorrenza, piuttosto che lasciare le fermate disseminate per la città in maniera assolutamente dispersiva, a scapito degli utenti?
Intanto i primi cantieri del TRC sono stati aperti in barba agli espropri e alle lamentele dei cittadini residenti in prossimità del tracciato. Staremo a vedere l’esito della vicenda: se la “metro di costa” verrà realizzata, punto primo, se sarà confermata dai fatti l’efficienza cui nell’opera confidano gli enti finanziatori (in specie Ministero dei Trasporti, Amministrazioni Comunali locali), punto secondo.

Rimanere con i piedi per terra, con qualche auspicio per il futuro
Se c’è una cosa che i riminesi e i turisti ritroveranno quest’estate, pare proprio essere la ruota panoramica. Che non ha un costo, non è un lusso, e di certo, volendo fare il verso a certi simpaticoni, non permette certo di vedere la merda che c’è in mare. Ammetterete però che è vecchia, brutta, e soprattutto temporanea. Come è temporanea del resto la Notte Rosa, bell’evento per buona parte delle iniziative, o come lo è la Molo Street Parade, come sono state temporanee le bellissime mostre allestite a fasi alterne al Castello Malatestiano. Tuttavia puntare concretamente su strutture durature e all’avanguardia dovrebbe essere la priorità. Qualcosa sta succedendo, se vogliamo credere che il Galli sarà aperto in tempi relativamente brevi, se è vero che Fellini avrà una “casa” degna del nome del maestro e, soprattutto, di chiunque venga a Rimini per “trovare qualcosa su Fellini”. In ultimo ben vengano gli interventi di urbanistica, purché non rimangano sogni immortalati su tele di plexiglass. Sogni sui quali Rimini e i riminesi non hanno mai disdegnato di cullarsi.

Enea Conti.

Sezione: 

Numero: 

Tags: