Sono passati sessantaquattro anni dal 1947, anno in cui si teneva la prima edizione del Premio Riccione per il Teatro, uno dei premi per testi drammatici inediti più antichi e prestigiosi del nostro paese. Solo per fare i nomi dei premiati più prestigiosi occorre senz'altro ricordare Italo Calvino, Carlo Terron, Enzo Biagi e, in anni più recenti, Mimmo Borrelli, Davide Enia, Fausto Paravidino, ma solo a scorrere i nomi dei numerosi partecipanti dal '47 ad oggi pare di scorrere l'indice di una storia della letteratura e della cultura dell'Italia del dopoguerra.
Con questa cinquantunesima edizione, come già anticipavamo nello scorso numero, è iniziato un nuovo percorso di rinnovamento guidato dal nuovo direttore artistico Simone Bruscia.
A chi pensa che il teatro sia un passatempo per pochi, basti pensare al grandissimo numero di partecipanti che ancora oggi concorrono: i copioni pervenuti quest'anno sono oltre quattrocento. Da questi sarà selezionata scrupolosamente una rosa da sottoporre alla giuria che nominerà i due vincitori del Premio Riccione e del Premio Pier Vittorio Tondelli, riservato ai drammaturghi sotto i 30 anni di età dedicato al grande scrittore di Correggio, spirito acuto e critico dell'era postmoderna di cui quest'anno ricorre il ventesimo anniversario della morte.
La giuria, completamente rinnovata rispetto alla precedente edizione con l'eccezione del presidente Umberto Orsini e di Fausto Paravidino, è composta da Sonia Bergamasco, Elio De Capitani, Alessandro Gassman, Fabrizio Gifuni, Claudio Longhi e Isabella Ragonese, che si ritroveranno a Riccione per discutere, leggere e commentare i copioni finalisti.
I premi verranno assegnati il 17 settembre, nel corso di una cerimonia che si preannuncia estremamente innovativa rispetto alle passate edizioni. La serata sarà un grande momento per ricordare il già citato Tondelli e lo storico direttore e presidente della giuria Franco Quadri, eccezionale uomo di teatro scomparso lo scorso marzo. Sulle sorprese del 17 settembre si mantiene ancora il massimo riserbo, ma è stato assicurato che sarà un vero e proprio grande e vento per rilanciare l'immagine del Premio e della città.
Proprio in questa prospettiva la grande novità, che è stata fin da subito annunciata dalla direzione del Premio, è che i festeggiamenti si svolgeranno nella meravigliosa cornice della terrazza del Grand Hotel di Riccione. Nonostante sia chiuso da anni, il giardino è già stato, infatti, rimesso a nuovo e aperto al pubblico, mentre addirittura si progetta una possibile riapertura di tutto lo stabile come Hotel a 7 (sette!) stelle (ma su questo ci riserviamo di essere decisamente più scettici).
Nonostante le digressioni, ciò che conta è che questo inedito connubio tra due realtà storiche prestigiose della città è forse quello che ci voleva per portare questo Premio nel cuore di Riccione, sotto gli occhi dei suoi cittadini, proprio di quei cittadini che per qualche misteriosa ragione ancora ne ignorano l'esistenza.
Ma le novità non sono finite: ai vincitori, oltre al premio in denaro, verrà assegnata un'opera originale dell'Atelier Fornasetti, una rivisitazione del celebre volto di Lina Cavalieri realizzato dal figlio di Piero Fornasetti, Barnaba in assoluta esclusiva per questa occasione: un tributo alla straordinaria e prestigiosa storia di questo premio che Riccione rischia di dimenticare.

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